Muri non isolati, finestre che lasciano passare l’aria, caldaie vecchie e fonti rinnovabili ancora lontane dall’essere diffuse. Le case lombarde hanno una certa età, ed è questa una delle prime cause delle scarse prestazioni energetiche. Troppo spreconi, gli edifici: i due terzi appartengono alle classi più basse, E, F e G. E a Milano e provincia, se possibile, va anche peggio, con quasi l’80 per cento degli stabili maglia nera. Riqualificare casa costa, del resto, anche varie migliaia di euro. È anche per questo che il Comune punta a creare una filiera che metta i milanesi nelle condizioni di poter accedere più facilmente a un credito mirato. L’obiettivo è arrivare nei prossimi mesi a un patto tra gli amministratori di condominio e le associazioni di categoria da stipulare con le banche per finanziamenti specializzati.
Anche di credito mirato, per poter aggiornare le proprie case e sprecare meno energia, si parla al convegno in occasione del Riday 2014, l’evento europeo per promuovere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, a Milano promosso da Legambiente con la rete Irene. «Una partecipazione maggiore delle banche è quello a cui puntiamo», dice l’assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran. Forse qualche risultato si potrà avere già dal prossimo inverno. Intanto, con il regolamento edilizio da poco approvato, Palazzo Marino concede un bonus volumetrico agli edifici ad alta efficienza energetica.

(da repubblica.it del 3 nov. 2014)