(AGI) - Roma, 8 lug. - La significativa flessione del riferimento italiano sembra, quindi, riflettere solo in parte i movimenti opposti di domanda e offerta rinnovabile, incorporando modifiche strutturali nella relazione tra costi variabili e prezzi elettrici all'ingrosso. A questi si aggiungono l'avanzamento del processo di rinegoziazione dei contratti di fornitura di lungo periodo, sempre piu' frequentemente indicizzati alle quotazioni gas a pronti in luogo delle tradizionali formule basate sui piu' costosi prodotti petroliferi o comunque con revisioni dei prezzi di riferimento che ne avvicinano i livelli a quelli dei mercati spot. Il fattore decisivo nello spingere al ribasso i prezzi e' infatti proprio il cambiamento di ancoraggio del prezzo spot power, sempre meno legato alle tradizionali formule gas di lungo termine e sempre piu' connesso alle quotazioni spot indicate al PSV e alla PBGAS. Questo fattore, insieme alla persistente crescita delle fonti rinnovabili non programmabili e all'assottigliamento ormai strutturale dei consumi, accentua i cambiamenti indotti negli ultimi anni non solo sui livelli ma soprattutto sulla struttura dei prezzi: a differenza del decennio passato, infatti, i prezzi spot sono ormai connotati da una volatilita' molto elevata (almeno nelle zone meridionali a maggior penetrazione di FRNP), da una forbice tra prezzi diurni e notturni sempre piu' ristretta e spesso negativa, e da frequenti casi di azzeramento dei prezzi zonali e talora anche nazionali. Dal punto di vista dei volumi, il calo dei consumi finali (317 TWh, -3%), tornati su livelli inferiori al 2003 e l'ulteriore crescita delle FRNP (41 TWh, +21%) hanno trascinato al ribasso gli scambi sui diversi mercati, seppur con indicazioni non sempre univoche. Sensibili riduzioni si sono registrate sui Mercati Infragiornalieri (MI), la cui crescita dei volumi registrata negli ultimi tre anni si e' interrotta (23 TWh, -7%), per effetto di una contrazione della piu' liquida sessione di MI1. (AGI) Gin (Segue)