(AGI) - Roma, 8 lug. - Un 2013 "impegnativo" per le economie europee ed in particolare per i mercati dell'energia. La lunga fase di recessione che ha investito l'Europa dal 2008, nonostante i segnali di ripresa evidenziati nella seconda parte dell'anno, non si e' ancora arrestata, ma anzi ha continuato a determinare inevitabili ricadute sui mercati energetici con una contrazione dei consumi, favorita anche dal permanere delle quotazioni petrolifere a livelli elevati, e una riduzione dei prezzi. Questo il quadro tracciato dalla Relazione annuale del Gme. La crisi della domanda, spiega il Gestore, e la "conseguente mancata ripartenza delle attivita' produttive, sono fattori a cui vanno aggiunti altri due elementi che agiscono sugli andamenti delle commodity energetiche tradizionali: il potenziamento su base continentale della produzione da fonti rinnovabili, incrementata in modo esponenziale nel corso dell'ultimo quadriennio, e, indirettamente, la diffusione dello shale gas statunitense, consentita dallo sviluppo di tecniche estrattive non convenzionali". (AGI) Gin (Segue)