(AGI) - Londra, 16 giu. - Mai cosi' tanto dagli anni Settanta. L'uso dell'energia elettrica da centrali a carbone e' aumentato negli ultimi tempi, portando questa fonte a rappresentare oltre il 30% del mercato. Lo si legge nell'ultimo rapporto statistico, pubblicato questa mattina, di Bp, gia' British Petroleum, indagine relativa a tutto il mercato mondiale (soprattutto agli ottanta paesi del mondo dove l'azienda britannica opera) e che pone nuovi record di utilizzo del fossile anche per l'Europa e il Regno Unito. Il report e' stato disvelato a Mosca, al World Petroleum Congress. L'uso del carbone, in particolare, e' aumentato del 3% nel 2013, soprattutto nel vecchio continente che attira sempre piu' importazioni dagli Stati Uniti, dove invece il trend e' di una trasformazione delle centrali di questo tipo a nuovi impianti a shale oil e shale gas. Anche i paesi emergenti mostrano un sempre maggiore utilizzo, pur con il dato cinese che mostra un uso del carbone in calo. Si era registrato un +8,4% nel 2012, passato a un +4,7% nel 2013. Il rapporto statistico di Bp affronta tuttavia tutti i principali aspetti energetici. Secondo lo studio, ora i paesi non Ocse contano per un 51% nel consumo di petrolio. Per Bp, la produzione non riesce a stare tuttavia al passo dell'aumento dei consumi, nonostante il dato americano: gli Stati Uniti hanno fatto registrare il piu' grande incremento produttivo nell'arco di dodici mesi della storia, per il secondo anno consecutivo. (AGI) Gby/Pit