(AGI) - Roma, 12 giu. - Fino a qualche giorno fa si ipotizzava un intervento superiore agli 1,5 miliardi ma alle fine il governo ha scelto la strada piu' realistica: un taglio appunto del 10% gia' dal 2015. La meta' dell'intero piano dovrebbe arrivare dalla spalmatura degli incentivi alle rinnovabili. Oggi le piccole e medie imprese pagano circa 15 miliardi di euro all'anno di bolletta elettrica. Si interverra' sulla parte della bolletta che riguarda gli oneri di sistema (incentivi alle rinnovabili, oneri per la messa in sicurezza del nucleare, compensazioni territoriali, regimi tariffari speciali come per le Fs, agevolazioni per imprese cosiddette energivore). Tutte voci che pesano per il 20% sul costo totale dell'energia. Per quanto riguarda gli incentivi alle rinnovabili non ci sara' un taglio retroattivo ma le agevolazioni dovrebbero essere spalmate dagli attuali 20 a 30 anni. Da tale voce dovrebbero arrivare circa 400 milioni. Se verra' messo in soffitta il sistema del Cip6, come previsto dal decreto Fare, la stima del risparmio stimata dovrebbe aggirarsi a 500 milioni. Altro taglio dovrebbe riguardare le agevolazioni per le imprese energivore che pesano circa l'8% in bolletta. Queste imprese pur di avere le suddette agevolazioni sono disposte a incorrere nel rischio della interrompibilita'. Il governo interverra' anche sul tariffario speciale per Fs e Rfi che godono di uno sconto sul prezzo dell'energia. Il risparmio atteso da questo intervento dovrebbe aggirarsi intorno ai 300 milioni l'anno. Ci sono poi i regimi agevolati di cui godono la Citta' del Vaticano e San Marino. In questo caso il beneficio atteso dal 2015 dovrebbe attestarsi a 10 milioni di euro. (AGI) Gin