(AGI) - Roma, 25 giu. - Secondo il dirigente sindacale, "del taglio del 10% della bolletta elettrica godranno solo il 15% delle Pmi perche' la stragrande maggioranza di queste operano con soglie di potenza inferiore ai 16,5 Kw previsti dal decreto, quindi nessun beneficio verra' riscontrato. Ma anche per le aziende che beneficeranno e' improbabile che lo sconto possa essere determinante per la competitivita' vista la bassa dimensione della cifra". Cosa diversa invece, fa notare Filippi, "si e' decisa in Francia dove il regolatore dell'energia francese ha deliberato un'eccezionale riduzione pari al 50% della bolletta elettrica per le imprese energivore, ovvero tutte quelle soggette a una forte concorrenza internazionale. Un modo per migliorare la competitivita' delle imprese e mantenere la loro posizione nel sistema produttivo, oltre ad evitare la delocalizzazione degli impianti in altri Paesi". Anche in Italia, prosegue il sindacalista della Cgil, "a partire dallo scorso anno le imprese energivore ricevono uno sconto in bolletta, certo non di quella percentuale, in relazione al proprio indice di intensita' elettrica, ma purtroppo la politica sugli sconti in bolletta finora attuata nel nostro Paese e' stata caratterizza dal trasferimento di alcuni costi da una categoria di soggetti ad un altra, con il risultato che non si riscontrano utili benefici per l'intero sistema produttivo italiano per mancanza di scelte strategiche". Per questo, conclude Filippi, "serve una vera politica industriale e conseguenti indirizzi energetici se vogliamo realmente risollevarci dalla profonda crisi economica ed occupazionale, altrimenti si fa solo propaganda". (AGI) Mau