(AGI) - Roma, 15 ott. - "In Italia molti impianti non trovano piu' giustificazione economica". Lo ha affermato l'ad dell'Enel, Francesco Starace, in un'audizione al Senato, aggiungendo tuttavia che non ci saranno impatti occupazionali. "Nell'attuale contesto economico con un eccesso di capacita', un calo della domanda, e lo sviluppo delle fonti rinnovabili c'e' la necessita' di chiudere alcuni impianti perche' non risultano piu' competitivi", ha spiegato. Sono state avviate le procedure di cessazione definitiva dell'esercizio per gli impianti di Trino, Porto Marghera, Alessandria, Campomarino, Carpi, Camerata P., Bari, Giugliano, Pietrafitta. Enel ha in Italia una capacita' termoelettrica installata di 25 Gw di cui 2,4 Gw gia' cessati dal servizio e 11 Gw circa potenzialmente da dismettere. In totale sono 23 gli impianti, diversi per tecnologia e localizzazione per i quali sono in corso studi per trovare soluzioni di business alternative. Starace ha osservato che bisognera' identificare con gli stakeholders soluzioni sostenibili per salvaguardare l'occupazione e, ove possibile, la vocazione industriale e produttiva dei siti. "Si tratta - ha aggiunto - di impianti a generazione fossile. E' un patrimonio industriale che va valorizzato. Il personale coinvolto ammonta a 700 persone per le quali non ci sono criticita' occupazionali". (AGI) Gin