(AGI) - Pechino, 23 giu. - Cnpc e PetroChina, l'unita' quotata del gruppo, hanno dichiarato in una nota inviata allo Shanghai Stock Exchange, venerdi' scorso, di avere corretto i propri errori e minimizzato la questione, che "non avra' un grande impatto" sulle operazioni del gruppo e sui risultati finanziari. Cnpc e PetroChina sono state al centro, nei mesi scorsi, di una lunga indagine anti-corruzione che ha decapitato i vertici aziendali, tra cui l'ex presidente di Cnpc, Jiang Jiemin, e altri sei alti dirigenti, sia tra le fila di PetroChina che di Kunlun Energy, unita' del gruppo che si occupa della distribuzione del gas. I risultati delle indagini sui conti di Cnpc si inseriscono in un'inchiesta piu' ampia dell'Ufficio Nazionale di Revisione Contabile cinese, che ha portato alla scoperta di diverse irregolarita' nei libri contabili di undici grandi imprese di Stato. A ricevere l'attenzione dei revisori dei conti cinesi anche un altro gigante dell'energia: la State Grid Corporation of China, il maggiore gruppo di distribuzione di energia elettrica in Cina. Secondo gli ultimi rilevamenti, al gruppo sarebbero riconducibili tangenti per 6,7 miliardi di yuan (792 milioni di euro) per la realizzazione e la gestione delle linee di trasmissione di energia elettrica trans-provinciali nel Paese. (AGI) Ciy/Mau