(AGI) - Pechino, 21 mag. - "Si pensava che alla Cina mancasse la tecnologia e che fosse ancora presto per per produrre shale gas, ma siamo stati in grado di raggiungere una produzione di massa", ha dichiarato alla radio cinese un funzionario di CNPC, il gigante cinese degli idrocarburi. I giacimenti interessati dallo sviluppo massiccio sono quelli dell'area di Chongqing, dove Cnpc e' attiva da tempo, anche se finora sopratutto nel segmento del gas naturale. L'ostacolo costituito dallo sviluppo di shale gas al raggiungimento dell'accordo Cnpc-Gazprom di questi giorni era gia' stato ravvisato dagli analisti londinesi di Overseas Development Institute nelle scorse settimane, e confermato nelle ultime ore dagli analisti cinesi. Sono tre i fattori considerati generalmente come i maggiori ostacoli all'accordo, secondo Chen Weidong, senior energy researcher di China National Offshore Oil Corporation (Cnooc), che nelle scorse ore ha parlato ai microfoni della Xinhua: il primo e' costituito dagli Stati Uniti, che si avviano a diventare un esportatore netto di gas naturale, il secondo dal previsto aumento della produzione di greggio irachena, e infine proprio la produzione di shale gas e di metano coal-bed cinese, data in crescita e in grado di raggiungere gli obiettivi nazionali entro la fine del prossimo anno. Nei mesi scorsi, Sinopec, il maggiore gruppo del petrolchimico cinese e il piu' presente nello sviluppo dei giacimenti di shale gas nel sud della Cina, aveva dichiarato che sarebbe stato in grado di quintuplicare entro il 2015 la propria produzione di questa fonte energetica non convenzionale, in modo da raggiungere l'obiettivo dei 6,5 miliardi di metri cubi di shale gas all'anno fissato dal governo, un volume che coprirebbe circa il 3% della produzione interna. (AGI) Ciy/Mau