(AGI) - Pechino, 5 giu. - La Cina va verso la fine del monopolio di Stato sul greggio. Il primo si' del governo di Pechino alle importazioni dirette di greggio da parte di un gruppo privato e' arrivato martedi' scorso, scrive il quotidiano China Business News, che cita alcune fonti del settore. Ad avvantaggiarsi della luce verde del governo e' il gruppo della regione autonoma nord-occidentale cinese dello Xinjiang Guanghui Energy, l'unico gruppo privato in Cina attivo nel settore degli idrocarburi a detenere asset nel settore upstream. Guanghui Energy e' la piu' grande azienda dello Xinjiang, con interessi anche nell'automotive e nel settore immobiliare. Con il si' alle importazioni dirette di greggio, il gruppo potra' importare direttamente il greggio dai suoi giacimenti, presenti soprattutto in Asia centrale e procedere alla raffinazione in raffinerie che non appartengono ai due maggiori gruppi del settore, i giganti PetroChina e Sinopec. Guanghui ha una quota del 49% nei giacimenti di gas e petrolio di Tarbagatay, in Kazakistan, nel Kazakistan orientale. Infrastrutture, gas e petrolio e telecomunicazioni sono tre dei maggiori obiettivi di una linea di riforma varata dal governo cinese negli ultimi giorni di maggio per favorire l'ingresso di capitali privati in settori tradizionalmente di monopolio statale, e secondo quanto dichiarato da Lin Boqiang, direttore del Chian Center for Energy Economics Research dell'Universita' di Xiamen, nel sud-est della Cina, questo e' soltanto "il primo passo" per liberalizzare il mercato dell'import di greggio e permettere l'ingresso anche ai gruppi minori. In base alle leggi attualmente in vigore, le circa trenta societa' private attive nel settore del greggio che intendono richiedere la licenza per una quota delle importazioni i greggio destinate ai gruppi privati devono dimostrare di avere un capitale sociale di almeno 50 milioni di yuan (circa 5,9 milioni di euro) e magazzini di stoccaggio di capienza non inferiore ai duecentomila metri cubi. (AGI) Ciy/Mau