(AGI) - Pechino, 24 apr. - Il settore energetico cinese e' sotto osservazione da parte dell'Assemblea Nazionale del Popolo, che si riunisce in questi giorni per la sessione bimestrale. Al centro delle discussioni ci sono i piani per il risparmio energetico e la ristrutturazione della rete distributiva per favorire l'efficenza energetica e la riduzione delle emissioni inquinanti. Nel 2013, secondo gli ultimi calcoli ufficiali, il consumo energetico per unita' di prodotto interno lordo e' calato del 9% rispetto ai dati del 2010, mentre le emissioni di biossido di carbonio sono scese del 10,6% rispetto a quattro anni fa, ma la Cina e' ancora alle prese con una "situazione pessima" rispetto agli obiettivi per la riduzione delle emissioni inquinanti che il Paese si e' posto per la fine del 2015, quando scadra' il dodicesimo piano quinquennale. Per vedere i risultati occorrera' ancora aspettare: il settore della protezione ambientale e' agli inizi e la risposta del pubblico e' ancora incerta. Il piano di "sviluppo verde" voluto dal primo ministro Li Keqiang si unisce allo sviluppo del "Green Business", come viene chiamato oggi, che prevede opportunita' importanti per le imprese che si occupano di energie pulite e protezione ambientale, secondo quanto dichiarato da alcuni dirigenti del settore al quotidiano China Daily. La sensibilita' sull'argomento sta intanto crescendo, soprattutto dopo alcuni recenti disastri ambientali, come l'acqua contaminata dal benzene a Lanzhou, nel nord-ovest della Cina, che ha costretto al citta' a 24 ore senza acqua corrente e gettato nel panico i cittadini, oppure gli ultimi dati sull'inquinamento del suolo (anche se non proprio accuratissimi, secondo gli stessi compilatori) che vedono il 16,1% del suolo cinese contaminato da sostanze non organiche, un'area pari a circa due volte la superficie della Spagna. (AGI) Ciy/Mau