(AGI) - Pechino, 12 mag. - In generale, la domanda di energia a livello globale e' destinata a crescere nei prossimi decenni, seguendo una tendenza gia' in corso, ma prevedendo un ruolo sempre piu' importante per i mercati asiatici. Oltre a India e Cina, la domanda e' destinata a crescere rispetto ai livelli attuali dell'85% in Africa, del 76% in Medio Oriente e del 62% in America meridionale e centrale. L'ex mondo sovietico, comprendente oltre a Russia e Paesi dell'Asia centrale anche i Paesi dell'est europeo un tempo al di la' della Cortina di Ferro, vedranno un aumento del 42%. Solo il 17,5% di crescita, invece, e' atteso per le nazioni Ocse. Addirittura in negativo, anche se di poco, sara' la spesa di questi Paesi per l'energia destinata ai traporti, in calo, secondo le stime della Eia, dello 0,1% su base annua, contro un aumento medio previsto per i Paesi non membri dell'Ocse del 2,3% all'anno. Tra le maggiori conseguenze sul piano geopolitico di queste proiezioni ci sara' l'equilibrio nella relazioni tra Russia e Cina e tra Russia e Unione Europa, nei prossimi decenni. Con la Cina sempre piu' affamata di energia e la Russia che si sta concentrando verso est come nuovo mercato di sbocco delle sue risorse, Mosca potra' esercitare con sempre maggiore spavalderia il suo ruolo di fornitore di energia per i Paesi dell'Unione Europea. L'unico fattore che potrebbe fare cambiare questo scenario, secondo uno studio pubblicato nei giorni scorsi dello Overseas Development Institute, un gruppo di analisti londinese, potrebbe essere il grado di sviluppo da parte della Cina delle risorse energetiche non convenzionali, come lo shale gas, su cui Pechino punta da tempo, e che le ultime stime vedono in linea con gli obiettivi fissati dal governo centrale di arrivare a una quota di produzione annua di 6,5 miliardi di metri cubi entro la fine del 2015. (AGI) Ciy/Mau